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La vita nella preghiera o la preghiera nella vita
Giuseppe Fortuna

Il gruppo adulti "Gianna Beretta Molla" si è incontrato e ha riflettuto su un argomento importante e cioè quello della preghiera. Quando un gruppo di adulti, che sono cristiani e di Ac si incontrano e parlano di un tema come quello della preghiera, cosa potrebbe emergere? Sicuramente che pregare vuol dire comunicare con il Signore; ma in maniera privilegiata, diretta e senza trovare la linea occupata. Abbiamo avuto il piacere di avere come ospite, il carissimo don Vivienne; siamo partiti da una domanda se: la vita deve essere nella preghiera oppure la preghiera deve essere nella vita.
Don Vivienne ha portato una preghiera di Madre Teresa di Calcutta dal titolo "Trova il tempo":

Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell'anima.

Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell'eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti.

Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
E' la fonte della saggezza
E' la strada della felicità
E' il prezzo del successo.

Trova il tempo di fare la carità
E' la chiave del Paradiso.
 
(Iscrizione trovata sul muro della Casa dei Bambini di Calcutta.)

Da questo sono emersi diversi punti di riflessione e tra questi c'è quello del tempo, inteso come la ricerca di Dio, nelle attività elencate e questo secondo  alcuni vuol dire cercare Dio in ogni ns azione o pensiero: dal gioco alla preghiera, dalla lettura al sorriso; ma la cosa. interessante che si faceva notare che ogni gruppo di attività ha in se anche una conseguenza di questo nostro agire.

Come ultimo motivo di discussione condiviso da Don Vivienne è un libro dal titolo “I Racconti di un pellegrino russo” dove il protagonista ascoltando in una Chiesa le parole di S. Paolo “pregate incessantemente…” si mette alla ricerca di un uomo che sarà in grado di spiegarne il significato (della preghiera) e la modalità per metterla in pratica.

In conclusione si può ribadire l’importanza di pregare per non smarrire questa comunicazione con il nostro “Dottore” che ascolta ogni nostro sintomo e malessere (in questo caso per donarci il balsamo capace di curare le nostre ferite) o per ascoltare la nostra felicità quando attraversiamo un periodo positivo (e compiacersi dei nostri progressi).

Naturalmente questo incontro non è stato esaustivo ma ritorneremo sicuramente su questo interessante argomento.